martedì, 01 luglio 2008

Rob, Pedro, Camyla, ho trovato questa fiaba

per voi...spero che vi piaccia!

Vi abbraccio forte forte. Zia Patty

Il librone degli incantesimi

C’era una volta un mago che era molto abile nel fare gli incantesimi. Da molti anni ormai abitava in una capanna in mezzo al bosco ed era molto infelice perché, sentendosi ormai vecchio e vicino a morire, non sapeva a chi trasmettere l’arte della sua magia.
Un giorno vide, per caso, due bambini che giocavano in un prato: erano un fratellino e una sorellina, piccoli, vispi e belli. “Ecco i bambini che fanno al caso mio! Li prenderò e insegnerò loro l’arte della stregoneria”, pensò subito il mago. E, fabbricata una rete di capelli, li catturò e li portò nella sua capanna.
I piccoli, spaventatissimi, avrebbero voluto fuggire, ma il mago li sorvegliava molto attentamente e non si allontanava quasi mai da casa; soltanto qualche volta si divertiva ad andare a pescare. Un giorno che il mago era andato al fiume a pescare, la sorellina buttò le braccia al collo del fratello e piangendo disse:
- Il mago se ne andato a pescare; fuggiamo prima che torni!
Ma il fratellino, che era più saggio, le rispose:
- Non hai sentito che terribili minacce ci ha fatto l’altro giorno prima di uscire? Eppoi quel mago è così sapiente che, con le sue magie, ci ritroverebbe subito! No, no! Aspettiamo un po’: per ora non possiamo proprio far nulla!
Passò qualche giorno e il mago di nuovo a pescare e i bambini rimasero soli nella capanna. A un tratto il fratellino guardò in alto e vide sullo scaffale un grosso librone nero.
- E’ certo il Librone degli incantesimi – disse il fratellino.
E, appena lo ebbe preso in mano, continuò:
- Guarda qui! Ci sono scritti tutti gli incantesimi che servono al mago per le sue stregonerie…ho deciso – disse dopo un po’ alla sorellina che lo guardava meravigliata – ogni volta che il mago andrà a pescare, io mi metterò in un angolo e cercherò di imparare qualche formula magica. Così, quando ne avrò imparate molte, forse troveremo il modo di scappare.
Il bambino per una settimana intera, studiò il Librone degli incantesimi e, poiché aveva buona memoria, imparò molti segreti della magia. Al mattino del settimo giorno, quando, come al solito, il mago se ne andò a pescare, il fratellino disse:
- E’ arrivato il momento giusto! Grazie al cielo ho imparato alcuni incantesimi che potranno esserci utili in caso di pericolo.
E presisi per mano, uscirono dalla capanna e scapparono lungo il sentiero del bosco. Il mago intanto, seduto sulla sponda del fiume, si affaticava per nulla: i pesciolini si avvicinavano all’esca, la mangiavano con delicatezza, ma quando il mago dava uno strappo alla lenza, scappavano da tutte le parti e nessuno rimaneva attaccato all’amo! Arrivò la sera e il mago tornò a casa tutto infreddolito e di cattivo umore. Appena entrato nella capanna, si guardò attorno, ma non vide i bambini. Scrutò in tutti gli angoli, cercò sotto la tavola e sotto il letto, ma erano proprio spariti!
- Me la pagheranno cara! – urlò più che mai infuriato. - Olà venga a me la mazza magica!
Subito la mazza magica gli saltò fra le mani e gli indicò la direzione che i bambini avevano preso. Il mago si mise a correre; oramai stava per raggiungerli i piccoli, quando il fratellino disperato provò a ripetere una formula magica:
- Libro, Librone, per il sangue del drago, per la barba del mago, trasformami all’istante in un bel lago.
Immediatamente il fratellino fu trasformato in un lago azzurro, e la sorellina in un pesciolino che guizzava allegramente nell’acqua. Giunto sulla riva del lago, il mago lo guardò con sospetto. Non era mago per nulla, e subito immaginò che cosa era successo.
- Voi volete sfuggirmi – brontolò – ma vi acchiappo lo stesso.
E in tutta fretta ritornò a casa per provvedersi di canne e reti e pescare così il pesciolino. Non appena si fu allontanato, i bambini ripresero le loro sembianze. Cercarono un cespuglio folto, vi si nascosero sotto e dormirono fino all’alba. Al mattino ripresero il viaggio camminando per tutta la giornata. Intanto il mago, munito di reti e di lenze, era giunto nel posto dove aveva veduto il lago, ma, con sua grande sorpresa, non lo trovò più. C’era soltanto un prato acquitrinoso dove saltellavano numerosi ranocchi. Tutto infuriato gettò via reti e canne, poi, interrogata la mazza magica e avuta da lei la direzione, riprese l’inseguimento. Verso sera i ragazzi udirono il rimbombo dei suoi passi.
- Siamo perduti! – singhiozzo la sorellina terrorizzata voltandosi indietro.
Ma il fratellino la rincuorò di nuovo:
- Non piangere. Conosco un’altra formula magica e spero che funzioni anche questa volta.
Tracciò un segno nell’aria e disse:
- Libro, Librone, a scorno dello stregone che viene in tutta fretta, mutami in una linda cappelletta.
Subito diventò una cappelletta bianca, di quelle che si vedono spesso lungo le strade di campagna, e la bambina divenne un bellissimo angelo dipinto nella nicchia. Quando il mago arrivò, incominciò a imprecare schiumando di rabbia. Ma come catturare un angelo dipinto? E come distruggere la cappelletta, visto che da sempre gli stregoni hanno paura delle immagini sacre? Inoltre l’angelo teneva una mano alzata in un atteggiamento dolcissimo, ma che a lui sembrava soltanto minaccioso. Egli fece tre o quattro volte il giro della cappelletta e concluse che non gli restava altro da fare che incendiarla.
- Non posso ridurvi in un mucchio di calcinacci – imprecò – ma vi ridurrò in un mucchio di cenere!
Detto fatto incominciò a raccogliere nei dintorni rami ed erba secca e con quelli circondò la cappelletta; ma quando fu per appiccarvi il fuoco si accorse che non aveva fiammiferi. Non gli restava che tornare a casa a prenderli, e subiti si incamminò sbuffando e borbottando.
Non appena fu lontano, il fratellino e la sorellina ripresero il loro solito aspetto e, poiché erano molto stanchi, cercarono un angolo ben riparato e dormirono saporitamente fino all’alba.
Quando il mago, portando i fiammiferi e una grossa fascina, giunse sul luogo dove c’era la cappelletta, trovò soltanto un grosso macigno. Lo stregone furibondo consultò la mazza magica e riprese l’inseguimento finché, verso sera, fu di nuovo alle spalle dei ragazzi.
Il fratellino, appena udì i passi pesanti del mago, tracciò un segno e disse:
- Libro, Librone, per il nido che sta sulla grondaia, mi piacerebbe diventare un’aia tutta piena di grano. E lo stregone, tienilo lontano!
Subito divenne una grande aia su cui troneggiava un grosso mucchio di grano e la bambina divenne un piccolo chicco mescolato a tutti gli altri. Quando lo stregone arrivò urlò di rabbia. Era stato giocato un’altra volta! Poi a poco a poco si calmò e incominciò a riflettere. “Questa volta, invece di arrabbiarmi tanto, farei bene a cercare un rimedio infallibile”, pensò. Infine i suoi occhi mandarono un lampo di trionfo:
- Ho trovato! – esclamò.
Pronunciò alcune parole magiche, e subito si trasformò in un gallo nero, che veniva avanti di gran corsa protendendo il becco in cerca del chicco di frumento. Grazie ai suoi poteri magici l’aveva già avvistato e stava per beccarselo quando il fratellino pronunciò mentalmente l’ultima formula magica di cui si ricordava:
- Gallo nero, gallo nero, non avere troppa fretta! Lo sai già quel che ti aspetta, con la volta e il levriero!
Subito a una estremità dell’aia apparve un grosso levriero che, mettendo in mostra due file di denti aguzzi, incominciò a correre verso il gallo. Non appena lo vide, il gallo, tutto spaventato, si diede alla fuga nella direzione opposta, ma dall’altra parte ecco apparire una volpe dal pelo rosso che, con gli occhi infiammati e la bocca aperta, si avventò su lui.
Il gallo non sapeva più da che parte scappare; svolazzava di qua e di là perdendo le penne, e non aveva più in mente né il chicco di grano, né, cosa peggiore, le formule magiche che avrebbero potuto salvarlo.
Fu la volpe ad avere la meglio balzata sul gallo ne fece un sol boccone, leccandosi poi le labbra con molto gusto.
I due bambini ripresero il loro aspetto consueto e da capo si incamminarono verso casa, questa volta allegramente, perché non avevano da temere più nulla. I genitori, che li avevano pianti per morti, li accolsero con gioia e grandi feste. Da quel giorno tutti insieme vissero felici e contenti e del cattivo stregone nessuno udì più parlare.




di Ludwig Bechstein

postato da: pattychiari alle ore 18:16 | link | commenti (2) | commenti (2) (pop-up)
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martedì, 24 giugno 2008

Sono arrivati gli aggiornamenti

Per ovvie ragioni di privacy, trattandosi di minori, non posso divulgare foto o notizie personali riconducibili ai nostri figliocci.
Padrini e madrine hanno ricevuto le schede e le foto.
Per chi ci legge posso dire che:
Rob frequenta la quarta elementare, ha dieci anni (è il più grande dei tre); segue, nel centro che frequenta dopo la scuola,  corsi di informatica, arte del legno e capoeria (è una disciplina che racchiude danza tribale, storia delle origine e cercatevi il resto!)
Rob chiude la sua lettera dicendo: Sono contento di poter partecipare a queste attività e spero che siate contenti di ricevere la mia prima lettera.

Io posso parlare per me: non sono contenta, sono strafelice. Se potrai e vorrai potrai utilizzare questo mezzo più economico per dialogare con noi quando le tue conoscenze informatiche ed il tuo insegnante te lo permetteranno

Pedro: ci scrive l'educatrice, Ana Alice,  che lo segue e ci informa che gli piacciono i cartoni (ma dai????!!!!), gli piace ascoltare le fiabe (capito zii???? inventate!), sta imparando a leggere e gli piace la musica... Will... Alb...  provvedete alla sua cultura musicale!

Camyla: anche qui abbiamo l'educatrice, Rosemary (ciao!), Camy ha iniziato la prima elementare, Camy predilige l'attività denominata "l'ora del racconto"... invito chiunque passi di qui a scrivere un racconto/fiaba da inviare a Camy
postato da: vnnvvvn alle ore 16:34 | link | commenti (5) | commenti (5) (pop-up)
categorie: esperienze, pedro, emozioni personali, robson, camyla
domenica, 15 giugno 2008

"Gratuitamente ricevo, gratuitamente dono"

Vorrei invitare chiunque si trovi a transitare su queste pagine a condividere con noi la propria esperienza.
Noi, al momento, siamo una goccia nel macro-cosmo delle SAD (Sostegno A Distanza)..
Il nostro impegno è dedicato, per ora, ad un centro brasiliano nulla ci vieta di ampliare questa nostra esperienza ma saremo felici di condividere con tutti Voi le diverse "avventure"
postato da: vnnvvvn alle ore 20:37 | link | commenti (2) | commenti (2) (pop-up)
categorie: esperienze
mercoledì, 28 maggio 2008

Una domanda, tanti sogni

Cari Camyla, Pedro y Robson,

a nome mio, ma credo anche degli altri "zietti", vorrei che ci scriveste quali sono i vostri sogni, quello che volete assolutamente realizzare nella vostra vita.

Potete scrivere in portoghese, naturalmente...tanto poi traduce Viviana!

postato da: albatros900 alle ore 13:46 | link | commenti (14) | commenti (14) (pop-up)
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domenica, 25 maggio 2008

Come da tag: Incazzature personali!

Questo non è il mio blog (Vnnvvvn o gruppoesperanza che dir si voglia!).
Dovrebbe essere il blog di tutti gli aderenti al progetto "Gruppo Esperanza" che non sono io ma siamo NOI!
Se solo io sento la necessità di scrivere qui sopra chiudo e trasferisco tutto da me, almeno non impazzisco tra password e blog!
E vi potrete limitare ad i commenti.
postato da: vnnvvvn alle ore 19:26 | link | commenti (3) | commenti (3) (pop-up)
categorie: incazzature personali
lunedì, 05 maggio 2008

Banner

Ho deciso che questo blog ricambia lo scambio-banner con AnnaVercors, che ci ha dedicato un post, hai inserito il banner nel suo blog e che ci ha invitati ad aderire alla sua iniziativa per il mese mariano.
Visto che sono democratica non l'ho messo ai voti
Per chi crede sarà uno spunto, per chi non crede non gli cambia il mondo, per gli allergici c'è il vaccino... è nella fuciliera di mio padre .
Sono certa di avervi convinti!
postato da: vnnvvvn alle ore 21:29 | link | commenti (2) | commenti (2) (pop-up)
categorie: info
domenica, 27 aprile 2008

Una proposta

Ieri sera sono stata alla presentazione di un libro, questo:


E' un'Antologia di prosa e poesia (smettetela immediatamente di ridere!)
Vi rimando al blog La Mente e il Cuore per i dettagli tecnici, le finalità e le modalità d'acquisto.
I proventi sono devoluti interamente in beneficenza.
Io non posso costringervi ad acquistarlo... ma...
postato da: vnnvvvn alle ore 07:59 | link | commenti (3) | commenti (3) (pop-up)
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sabato, 12 aprile 2008

Camyla, Pedro e Robson: questi siamo noi


 

qui il link alla slide che non capisco perchè dopo un po' smette di slidare

 

postato da: vnnvvvn alle ore 13:32 | link | commenti (7) | commenti (7) (pop-up)
categorie: presentazioni
martedì, 08 aprile 2008

Ricevo e pubblico (previa autorizzazione)

Chiara è la ragazza che ci ha fatto da tramite e che ho il piacere di conoscere personalmente.
Questa è la sua mail a me in occasione dell'avviso che erano arrivate le schede:

"
Che belli che sono!!!
 
se avete bisogno di qualche traduzione dal portoghese, io sono qua.
Daniele è una ragazza, si occupa delle adozioni a distanza del Centro Alvorada: è il centro socio-educativo che affianca l'asilo Jardim Felicidade ospitando la mattina o il pomeriggio (perciò prima o dopo la scuola, perchè in Brasile le lezioni scolastiche sono organizzate in 2 turni, perciò ci puoi andare la mattina o il pomeriggio) i bambini più grandi e gli adolescenti (dai 5 ai 15 anni). Li aiutano nello studio e organizzano vari corsi e attività: informatica, canto, teatro, capoeira, oltre a fornire loro un pasto e una merenda.
Insomma..un gran posto!
è questo che mi fa impressione, rileggendo anche le storie di Camyla, Pedro e Robson: vengono tutti da vissuti difficilissimi, eppure io lì nel Centro Alvorada ho trovato serenità e gioia. Una bella contraddizone, che mi fa molto pensare.. 
 
Un saluto a tutti,
Chiara   "
postato da: vnnvvvn alle ore 18:08 | link | commenti (2) | commenti (2) (pop-up)
categorie: news
domenica, 06 aprile 2008

Ci scrive Daniele, la responsabile "sostegno a distanza" del Centro

"Ciao Viviana e tutti!!!
Sono Daniele e una'ltra volta, dico a voi che sono orgogliosa di stare in mezo a tante alma piena di amore!
Grazie di tutto quelo che fanno per noi dal Brasile.
Scusa per il mio brutto italiano, ma voglio imparare con voi, non solo la lingua, ma anche della carità propria di voi....
grazie mille!!!
A presto!!!"

Dany a me non piacciono le  frasi "grazie", "ma no grazie a te", "no, prima grazie a voi".
Da questa esperienza usciremo tutti più ricchi e questo mi basta!
I bambini se lo vorranno potranno lasciare commenti qui o potranno usare la mia mail (che tu hai) per inviarci foto, disegni, richieste.

Camyla, Pedro e Robson noi siamo lontani ma questo "mezzo" che è internet ci ha permesso di incontrarci e non è detto che qualcuno di noi, prima o poi, non venga a conoscervi a Belo Horizonte
postato da: vnnvvvn alle ore 19:30 | link | commenti (5) | commenti (5) (pop-up)
categorie: news

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